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Un fatto da verificare?

La bandiera europea si ispira al cristianesimo?

Politica
Fact-check

20 Minutes, Francia

13 marzo 2019, Aggiornato il: 24 maggio 2019

Il 20 giugno 2018, Jean-Luc Mélenchon, parlamentare francese del partito di sinistra “La France insoumise”, notando una bandiera europea all’interno dell’Assemblea nazionale francese, aveva esclamato, “Dobbiamo davvero tollerarla? Questa è la Repubblica francese, non la Vergine Maria.”

Da quell’episodio, i parlamentari di “France insoumise” hanno lanciato diversi attacchi contro il simbolo dell’Unione europea: l’11 ottobre 2018, Alexis Corbière si espresse contro la bandiera nel nome della “laicità”, tanto cara alla Repubblica francese. “Il creatore [della bandiera], Arthur Heitz, ha sempre affermato che si tratta di un simbolo religioso”, ha sostenuto il parlamentare di sinistra, aggiungendo che “questa simbologia, rappresentata da uno sfondo blu con dodici stelle, s’ispira direttamente al medaglione santo dedicato alla Vergine Maria che Heitz indossava attorno al collo, che proveniva dalla Cappella della Madonna della Medaglia Miracolosa [a Parigi]”.

Ma quindi la bandiera europea potrebbe celare un simbolismo cristiano? In via ufficiale, è escluso: “Le stelle rappresentano gli ideali di unità, solidarietà e armonia tra i popoli d'Europa”, viene affermato sul sito ufficiale dell’Unione europea. “Anche il cerchio è simbolo di unità, ma il numero delle stelle non dipende dal numero dei paesi membri.”

La bandiera è diventata ufficiale attraverso due fasi: nel 1983, il Parlamento europeo votò per renderla un simbolo, poi nel 1985 i capi di stato e di governo ratificarono la decisione.

Prima di diventare la bandiera della Cee e dell’Unione europea, era la bandiera del Consiglio d’Europa, che all’epoca contava 15 membri. All’inizio degli anni Cinquanta, il Consiglio era alla ricerca di una bandiera, ed è a questo periodo che si riferisce Alexis Corbière: Arthur Heitz, un dipendente pubblico e pittore, inviò un progetto di una bandiera blu con un cerchio composto da 12 stelle dorate, e questa idea venne accettata. Ma questa storia viene messa in discussione da testimonianze dell’epoca: apparentemente, Heitz si sarebbe ispirato a una medaglia che riporta 12 stelle, quella della Cappella della Madonna della Medaglia Miracolosa a Parigi. Questa storia è confermata da un unico testimone, Pierre Caillon, un pastore nel frattempo deceduto. Sul suo sito, Caillon ricorda un incontro con Heitz avvenuto nel 1989: si presume che in quell’anno il pittore abbia confidato la storia dell’origine della bandiera alla rivista cattolica Magnificat. Tuttavia, non c’è traccia dell’esistenza di questa rivista né nel catalogo della Biblioteca Reale del Belgio, né negli Archivi vaticani. Esiste una rivista con lo stesso nome, ma è stata fondata nel 1992.

Dal canto suo, Robert Bichat, il relatore incaricato di curare la creazione della bandiera, racconta una storia diversa sul suo significato: “Su uno sfondo blu che rappresenta il cielo del mondo occidentale, le stelle rappresentano gli abitanti d’Europa che formano un cerchio come segno d’unione. Il numero invariabile di stelle è dodici, simbolo di perfezione e pienezza. Prima che la bandiera attuale venisse scelta, erano state presentate diverse potenziali bandiere, e tra le candidate, venne subito scartata una raffigurante la croce, un simbolo cristiano, come ricorda Robert Bichat: “Dal controllo emerse subito che non era possibile usare una bandiera che raffigurava una croce. D’altronde, il Consiglio d’Europa includeva una nazione di fede non cristiana: la Turchia. E molti socialisti in vari paesi europei erano contrari a questo simbolo”. In un contesto simile, era improbabile che potesse essere adottata una bandiera esplicitamente ispirata alla cristianità, diversamente da quanto sostenuto dai parlamentari di “France insoumise”.

In un reportage, anche il belga Paul Lévy, direttore dell’informazione e della stampa presso il Consiglio d’Europa negli anni Cinquanta che ha partecipato alla creazione della bandiera, ricorda che molti progetti vennero scartati. I membri del Consiglio alla fine avevano raggiunto l’accordo sul cerchio di stelle, ma il loro numero continuava a essere oggetto di dibattito. Dovevano essere 15 inizialmente, ma poi il numero scese a 12 per ragioni politiche e legate alla superstizione (per evitare il numero 13).

“Fu a quel punto che riemerse l’idea, già da me proposta come compromesso, di scegliere 12 stelle come scelta simbolica e permanente”, spiega Lévy, per il quale dodici è “un segno di perfezione e pienezza, è il numero dei segni dello zodiaco, il numero delle fatiche di Ercole, il numero degli apostoli, numero dei figli di Giacobbe il numero delle ore del giorno e dei mesi in un anno”. Nel reportage, Paul Lévy viene presentato come l’inventore della bandiera europea.

Quindi chi ha davvero concepito originariamente il cerchio di dodici stelle dorate su sfondo blu? È molto probabile che sia stata un’impresa collettiva, il frutto di compromessi tra gli stati membri del Consiglio d’Europa, come riportato da Paul Lévy e Robert Bichat. E non il lavoro di un singolo uomo, ispirato dal cattolicesimo.

Un fatto da verificare?