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No, Bruxelles non vuole rendere vincolante il Patto Onu sulla migrazione

Legislazione
Fact-check

FactCheckEU, Francia

28 marzo 2019, Aggiornato il: 1 aprile 2019

No, Bruxelles non vuole rendere vincolante il Patto Onu sulla migrazione

Come una nota interna trapelata dalla Commissione europea (e la disinformazione scaturita) è riuscita a espandersi dai media ungheresi fino al resto d’Europa, con un piccolo aiuto esterno da parte di Breitbart.

Le note interne della Commissione europea non catturano mai grande attenzione. Tuttavia, un particolare documento riguardante gli “effetti legali” del Global Compact sulla migrazione delle Nazioni Unite, chiamato “patto di Marrakech” in alcuni paesi, ha scatenato un’ondata di indignazione e disinformazione in tutta Europa.

La nota, che non aveva alcun valore ufficiale in quanto interna, è stata scritta da Lucio Gussetti, "Responsabile del servizio legale della Commissione europea per la politica estera e di sicurezza, la politica di cooperazione allo sviluppo e del diritto pubblico internazionale". Basandosi sui trattati europei, egli afferma che il Global Compact, che 9 paesi membri UE hanno rifiutato di adottare, avrebbe "effetti a livello giuridico, in quanto è in grado di influenzare profondamente il contenuto della legislazione adottata in ambito europeo".

“Questa è l’opinione di una persona e non costituisce la posizione ufficiale del servizio legale”: questa la dichiarazione a Correctiv, partner di FactcheckEU, di Natasha Bertaud, portavoce della Commissione europea. Tuttavia, negli ultimi mesi molti media e soggetti in tutta Europa lo hanno presentato come un complotto sottobanco per rendere il Global Compact obbligatorio per ogni stato membro. L’Ungheria è stata la prima, seguita da un passaggio sui media statunitensi per poi diffondersi in tutta Europa in un paio di settimane. Ecco come una nota interna è diventata un piano "segreto”.

Un documento interno, ma non "segreto"

La nota di una decina di pagine, che potete trovare qui, non era destinata alla pubblicazione. Una nota in fondo alla prima pagina spiega perché: "questo documento contiene una consulenza legale, l'utilizzo è limitato ai servizi a cui essa è indirizzata." "Può essere protetto” da un regolamento che limiti parzialmente l'accesso ai documenti interni relativi a questioni su cui non è ancora stata adottata una decisione. La nota a piè di pagina afferma inoltre che la divulgazione di questo documento “può soltanto essere" effettuata in accordo con le procedure per la libertà di informazione, disciplinate da questa Decisione della Commissione. Tuttavia, il documento non è considerato come classificato o "segreto".

Il documento è stato inviato il 1° febbraio. È stato citato per la prima volta il 9 marzo su M1, il principale canale televisivo di proprietà dello stato in Ungheria. In quel momento il servizio televisivo non ha diffuso la nota intera, ma comunque una buona parte. L’11 marzo, il ministro degli esteri ungherese Péter Szijjártó ha diffuso un comunicato stampa: “è stata svelata la più grande bugia mai raccontata da Bruxelles", ha dichiarato il ministro. “Il governo ungherese chiede alla Commissione europea di interrompere la preparazione di piani segreti che hanno l’obiettivo di rendere obbligatorio il Global Compact delle Nazioni Unite per la Migrazione, e di rendere pubblici tutti i documenti elaborati nel contesto di questo piano".

Lo stesso giorno, un giornalista ungherese ha fatto una domanda al portavoce della Commissione Margaritis Schinas riguardante la nota (6 minuti nel video). Il portavoce ha spiegato che non poteva pronunciarsi sullo specifico documento, limitandosi a dire che tante persone lavorano alla redazione dei documenti interni della Commissione. Ha dichiarato inoltre che il Global Compact è "non vincolante” secondo la posizione ufficiale dell'istituzione.

Questa risposta non ha soddisfatto Szijjártó, il quale il 18 marzo ha pubblicato un comunicato stampa più pesante, raccogliendo questa volta molta attenzione a livello internazionale. Il ministro degli esteri ungherese, che ha falsamente sostenuto che la nota "include la parola vincolante circa ottanta volte" ha aggiunto che "Bruxelles vuole (e voleva) rendere legalmente vincolante il contenuto del documento", un’affermazione già negata dai portavoce della Commissione.

Lo stesso giorno, il ministro degli esteri austriaco Karin Kneissl ha attaccato l'Unione europea riguardo alla posizione espressa nella nota. (Kneissl è stato nominata dal partito nazionalista FPÖ ma non appartiene ad alcun partito. A volte, i ministri degli Esteri austriaci sono politici indipendenti).

Il 19 marzo, il documento completo è stato pubblicato da unzensuriert.at, un mezzo d’informazione austriaco vicino al FPÖ, il partito nazionalista che è entrato nel governo di coalizione nel 2017. In Francia, il Rassemblement National di Marine Le Pen ha diffuso un comunicato che afferma che "Bruxelles vuole imporre il patto di Marrakech a tutti gli stati membri UE".

Lo stesso giorno, il partito belga di estrema destra Vlaams Belang ha diffuso la nota trapelata sul suo sito web e sull’account Twitter. Il partito ha creato un'immagine con alcune parti del documento in evidenza, con la seguente didascalia: “Patto di Marrakech legalmente vincolante" e come sottotitolo: “Una nota trapelata dalla Commissione europea conferma il carattere vincolante del patto in materia di immigrazione". La notizia si è diffusa dal Vlaams Belang fino ai media olandesi, inclusi alcuni siti molto schierati, come JDreport. Il 20 marzo, Geert Wilders, parlamentare olandese e figura di spicco dell’estrema destra nazionale, ha inviato insieme ad altri due parlamentari del suo partito alcune domande relative alla nota trapelata al primo ministro olandese e al Segretario di stato per la giustizia e la sicurezza. ("La Commissione europea, in risposta alle notizie diffuse su questo documento, ha affermato che si tratta di un documento non ufficiale", ha risposto il governo olandese).

Da Breitbart fino in Italia

Il 21 marzo, la storia è stata citata in inglese da Breitbart, dandole un’ulteriore cassa di risonanza. La Voce del Patriota, un giornale italiano vicino al partito nazionalista Fratelli d'Italia, ha sostanzialmente adattato il pezzo pubblicato da Breitbart per il pubblico italiano, utilizzando lo stesso titolo e illustrazione.

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Il giorno successivo, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, ha condiviso l’articolo de “La Voce del Patriota” con i suoi milioni di followers. “La Commissione europea sta cercando di rendere il Global Compact per l'immigrazione legalmente vincolante per tutti gli Stati membri, anche quelli che si sono detti contrari a esso", ha scritto, aggiungendo che “i burocrati pro-invasione hanno astutamente preparato un documento che rende legalmente vincolante il Patto delle Nazioni Unite, il quale mira a dichiarare l'immigrazione un diritto umano inalienabile." (In realtà, il Patto delle Nazioni Unite non dichiara l'immigrazione un diritto umano).

Non sarà facile dissipare le voci sull’intenzione di Bruxelles di rendere vincolante il Patto delle Nazioni Unite. Il documento trapelato è reale ed è facile distorcerne il contesto e lo scopo. Questo è un buon esempio di come i fatti possono viaggiare da un paese europeo all'altro (talvolta con qualche aiuto americano), e come la disinformazione può essere amplificata da un mix di politici e media.

Jules Darmanin con il contributo di Tania Roettger, Silvia Cavasola, Tommaso Canetta, Maarten Schenk e J.P. Burger

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