19 media europei, da 13 Paesi diversi, verificano per voi la campagna elettorale in vista delle elezioni europee di maggio 2019

Un fatto da verificare?

Esistono regole per applicare la parità di genere alle elezioni europee?

Elezioni
Le vostre domande

CheckNews, Francia

21 marzo 2019, Aggiornato il: 3 aprile 2019

8 dei 27 paesi che parteciperanno alle elezioni europee hanno introdotto quote, ma non esistono regole a livello europeo.

Attualmente, il 36,9 per cento degli europarlamentari sono donne. Il dato era al 16,3 per cento dopo le prime elezioni per il Parlamento europeo nel 1979. Nonostante il progresso, la parità di genere è ancora lontana nel Parlamento europeo. E soprattutto, i dati generali nascondono le grandi disparità tra i paesi: per esempio, soltanto il 16,7 per cento degli europarlamentari ciprioti sono donne, contro il 69,2 per cento raggiunto dalle parlamentari europee finlandesi.

1204869-parite.jpg

Grafico Parlamento europeo

Come si può notare dalla tabella, non c’è uno schema generale omogeneo a livello europeo. Le elezioni del Parlamento europeo devono dare una rappresentazione proporzionale, ma sono le leggi elettorali nazionali a stabilire i dettagli del sistema di voto. In pratica, ci sono 3 diversi sistemi elettorali in uso: (1) liste bloccate, in cui gli elettori scelgono una lista in cui non possono modificare l’ordine dei candidati (il metodo adottato in Francia e Germania); (2) liste con scelte preferenziali, in cui gli elettori possono scegliere i candidati (incluse liste semi-aperte, in cui si può modificare l’ordine dei candidati, e sistemi con liste multiple); e (3) voto trasferibile, in cui i candidati individuali sono classificati in ordine di preferenza.

1204887-scrutin.jpg

Grafico Parlamento europeo

Alcuni paesi (8 per l’esattezza) hanno introdotto quote rosa. Ma queste quote riguardano solamente la composizione delle liste di partito, e non garantiscono che dalle elezioni risulti la parità di genere. Per esempio, Francia e Belgio richiedono che ogni lista contenga lo stesso numero di donne e uomini candidati (in Francia prevale la legge dell’11 aprile 2003: ogni lista deve contenere un’alternanza di uomini e donne). Slovenia, Spagna e, a partire dal 2019, Croazia hanno stabilito che le liste devono contenere almeno il 40 per cento di donne. A partire dal 2014, in Polonia la soglia è del 35 per cento, mentre in Portogallo è al 33 per cento. In Romania la legge vieta soltanto di comporre liste di soli uomini, secondo una sintesi del Parlamento europeo.

Tradotto da Andrea Torsello, VoxEurop

Un fatto da verificare?